Cambiamo ARIA!

ARIA. Una società per azioni “in-house” nata fra il 1° luglio 2019 e il 2020, dalla fusione di altre tre grandi società a partecipazione regionale - ARCA, Lombardia Informatica e Infrastrutture Lombarde - dopo l’impietoso rapporto della Corte dei Conti. ()

morte virusIl grido ha echeggiato negli immensi corridoi del Palazzo Lombardia, ora eco delle voci irate di Fontana che regge i destini lombardi al trentacinquesimo piano, ora strilli provenienti da tre piani sotto, dove da poco si è trasferita la versione “gentile” del GHE PENSI’ MI: la vice presidente Moratti.
I due condottieri, di fronte all’ennesima brutta figura della Regione Lombardia, di fronte agli occhi della nazione e del mondo, hanno trovato il capro espiatorio di turno: il Consiglio di Amministrazione della Società ARIA, colpevole di non avere saputo gestire e non aver fatto pervenire la convocazione “giusta” alle persone anziane e fragili incluse negli elenchi degli over 80.

Poveri vecchi, poveri noi
Dei quasi 800.000 lombardi che hanno raggiunto questa età, quasi 600.000 avevano fatto la prenotazione, aderendo, non senza difficoltà, allo strombazzato invito regionale (dal sito regionale: “PIU’ SIAMO, PIU’ VINCIAMO Partiamo dagli over 80 per vaccinare tutta la Lombardia” ).
Fiduciosi aspettavano l’agognata chiamata che non arrivava mai. Credenti nelle parole della propaganda regionale pensavano che il vaccino sarebbe stato distribuito in base all’età e alle malattie. Illusi.
Dopo, cronaca di questi giorni, si è visto di tutto: anziani chiamati nella notte, file lunghissime di insegnanti, ampissime locazioni ma vuote di vaccinandi ecc. Pensate. Se fosse avvenuto in aeroporto: molti a terra e aerei pienissimi. Oppure se una banca fosse stata diretta da Fontana: arricchimenti su conto corrente o viceversa. Loro, che hanno il potere regionale, diranno che ci sono state delle criticità la cui responsabilità è sempre di qualcun altro. Eppure era abbastanza semplice, era come prenotare un treno o uno spettacolo al cinema. Di fronte al disastro quasi rimpiangiamo il Celeste che dopo tutto non aveva causato il tragico bilancio, fatto di migliaia di morti e di immani sofferenze al popolo lombardo.

Lo scaricabarile
Le responsabilità, cercate invano nel corso del nostro calvario collettivo, non sono mai state riconosciute dal nostro attuale Governatore, ma imputate sempre ad altri. Locali, ma preferibilmente nazionali: governo centrale, Ministri o Comitato Tecnico Scientifico e Istituto Superiore di Sanità. Sostenuto poi dal monarca leghista, Salvini, che ha affermato: “chi sbaglia deve pagare” “Ma non è colpa di Fontana bensì di quegli incapaci della Società ARIA” la sua fresca e inappellabile sentenza.

Ultimo dei protagonisti del festival dello scaribarile è il commissario Bertolaso che scherzosamente, ieri, ha affermato: “Ai primi giorni di questo febbraio conoscevo l’aria che respiriamo, l’aria che tira, come trasmissione, l’aria fritta come modo di dire romano; certo non avevo mai sentito parlare di questa struttura che si occupa di informatica in Lombardia”.

Aria, cos’è?
Il paradosso è che la società Aria - molti non lo sanno come afferma il factotum Bertolaso- è una creazione della stessa Regione.
Che nome! Che parto di fantasia dell’Assessore Caparini! e che bella pensata di mettere insieme tre società regionali (Lombardia Informatica, Infrastrutture Lombarde e Arca – Centrale Acquisti) diverse per settore d’intervento e nomarla ARIA, sigla che sta per “Azienda Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti”. Società per azioni con proprietario unico.

In verità la legge regionale che decretò la fusione fu indotta dall’impietoso rapporto della Corte dei Conti – sezione lombarda – che analizzò i conti delle Società Regionali create nel corso degli anni regnanti Formigoni e Maroni. In particolare la lente della magistratura contabile, prese visione di alcune stranezze e decretò che le tre società di fatto svolgevano la funzione di centrale acquisti, ossia acquisivano beni e servizi da società esterne.

Lombardia Informatica
È la più antica delle tre società, costituita nel 1981, per questa attività d’intermediario, aveva un apparato tecnico e amministrativo che assorbiva il 10% del bilancio di 220 milioni (di cui 170 milioni attinti dal Fondo Sanitario). Non è questa la sede per descrivere tutta la complessa rete di società, Enti che formano il SIREG (Sistema Regionale), ma è attraverso questo che la Regione svolge ed assicura tutti i servizi educativi, sanitari, ambientali e sociali.

Il dossier della Corte dei Conti
Questa aziendalizzazione quasi totale dell’apparato amministrativo e operativo regionale era stata giustificata per dare, si disse nel 2006, maggiore trasparenza ed efficienza all’amministrazione pubblica regionale oltre a essere deterrente alla corruzione diffusa degli anni 90. Ormai però, era giudizio comune, che il carrozzone regionale si fosse trasformato in una selva oscura dove avvenivano duplicazioni, inefficienze e sprechi documentati allora da un dossier impietoso e obiettivo della Corte dei Conti.

Anche allora Fontana, cadde dalle nuvole e fece l’ignaro di fronte all’elencazione di sprechi e di misteri del suo braccio informatico. C’è da dire che nel corso degli anni Lombardia Informatica di scelte “misteriose” ne fece parecchie: dalla cessione di rami aziendali a società private poi fornitrici per anni, alla creazione dei call center in Sicilia – nel paese natale di un noto uomo politico - alla successiva vendita degli stessi, alle tessere sanitarie inviate due volte prima delle elezioni, ai call center della presa in carico, ai centri di prenotazione ecc. ecc.

La fusione
Fontana per parare il “j’accuse” della Corte inquirente e l’attacco delle opposizioni che volevano la completa revisione e dismissione del centro di potere e del suo gioiello della corona, ebbe l’ennesima brillante idea e fuse le tre aziende regionali in ARIA spa, con un unico Consiglio di Amministrazione, ora scacciato e coperto d’ignominia, risparmiando ben 500.000 euro all’anno, ma lasciando indenne la pompa degli acquisti regionali.

Un sistema malato
La toppa coprì il buco per il momento, ma non guarì l’amministrazione regionale che a furia di esternalizzare le proprie funzioni prima alle società regionali poi ai fornitori esterni, era impotente ad acquisire competenze e conoscenze, soprattutto nel campo delle innovazioni tecnologiche.
Gli assessorati possono così essere assegnati a personaggi come Gallera e a direttori generali ben poco competenti sia nel campo sanitario sia in quello informatico. Le nomine negli organismi dirigenti delle Società Regionali, in quanto rispettose più dell’appartenenza politica che della competenza, spesso determinano l’impossibilità di guidare società con numerosa presenza di dirigenza tecnica e d’innovazione tecnologica.

Aria e la campagna vaccini
I nocchieri centrali della Regione sono riusciti a giustificarsi? Da un articolo sul Foglio Quotidiano che dava conto di un’intervista al Prof. Mario Mazzoleni, membro del Consiglio di Amministrazione di ARIA dimissionato, ed anche da dichiarazioni del Ing. Gubian (attuale Direttore di ARIA), si hanno significativi sentori di verità circa l’impreparazione della Regione ad affrontare la campagna vaccinale.

Si parte male e in ritardo
L’avvio della campagna sembra aver trovato la Regione in ritardo quando poteva prevedere e programmare fin da dicembre l’organizzazione della chiamata delle categorie a rischio.
A gennaio chiese a POSTE l’utilizzo del suo portale, ma l’accordo non fu trovato. POSTE comunicò il 7 febbraio che il proprio portale non poteva adeguarsi alle richieste funzionali richieste.
L’Unità di crisi di Regione Lombardia (Moratti e Bertolaso e alt.) avrebbe preteso un doppio passaggio: registrazione del cittadino senza scelta dello slot e del centro vaccinale e poi comunicazione al cittadino della data e del luogo da parte di Regione Lombardia, i famosi sms di convocazione. Richiedevano un sistema a chiamata anziché un sistema a prenotazione.
A questa richiesta Poste Spa rispose che nei tempi richiesti non era in grado di adeguare il proprio portale per cui l’Unità di crisi (chi sono?) decise di utilizzare gli strumenti che ARIA avrebbe potuto mettere a disposizione ricorrendo a quanto aveva già disponibile in casa, nonostante la stessa ARIA avesse comunicato l’8 febbraio che non riteneva adatti tali strumenti e che peraltro non era in grado di aggiornarli in tempi così brevi, dieci giorni scarsi.

Un esito prevedibile
I tecnici informatici di ARIA vennero pressati per predisporre in fretta e furia un software che corrispondesse alle specifiche richieste dai vertici (in quella data Moratti e Bertolaso erano già in carica), unendo due software di due società differenti che richiedevano anche un intervento manuale dal ricevente la prenotazione (personale ATS).
Il prof. Mazzoleni aveva del resto subito segnalato che era un’idea pericolosa: realizzare un processo in parte informatico in parte manuale, era la premessa per la creazione di innumerevoli errori, che infatti si sono puntualmente verificati. Usare due processi difformi e disomogenei è un’ottima soluzione per ottenere un sistema affetto dalla somma dei possibili errori manuali con i possibili errori informatici.

Non è colpa di nessuno?

Al di là della catena di ritardi ed errori, alla fine la responsabilità non è di nessuno? Lasciando parlare i numeri ad oggi 29 marzo sono stati vaccinati la metà degli ultraottantenni, cioè circa 400.000 con una dose e solo 150.000 hanno concluso con la seconda somministrazione. Ora la triade Fontana-Morattii- Bertolaso assicurano che entro l’undici aprile tutti saranno vaccinati. Speriamo che non finiscono come l’assessore siciliano arrestato perché falsava i dati.
Intanto per dirla in milanese, seppur indegnamente da oriundo: “Semm in man del pojan” che vuol dire: “Siamo come passeri negli artigli del nibbio, non abbiamo certezza di cavarcela senza danno”. Senza offesa per il nibbio.


Commenta

 
 Rispondi a questo messaggio
 Nome:
 Indirizzo email:
 Titolo:
Prevenzione Spam:
Per favore, reinserire il codice riportato nell'immagine.
Questo codice serve a bloccare i tentativi di inserimento automatici.
CAPTCHA - click right for audio Play Captcha