Dalla Regione. Ultime notizie sui vaccini

A quasi tre mesi dall’inizio delle vaccinazioni, Letizia Moratti ora afferma che deve essere data priorità “ai fragili” e spiega come si intende procedere. E solo ora si pensa di incrociare dati e informazioni da ATS, INPS e medici di famiglia. ()

Letizia MorattiOggi, mercoledì 24 marzo, si è appena conclusa la terza commissione regionale che si occupa della sanità e dell’assistenza sociale alla presenza dell’Alessandra Locatelli, fresca Assessora alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità che ha dato conto della vaccinazione dei disabili lombardi che sembrano essere stati trascurati negli scorsi megapiani.

Se ho ben capito ci sarà un “Vax Manager” in un ATS a loro dedicato. Chiederanno all’INPS i beneficiari della legge 104 (Provvidenze per disabili e familiari) e giustamente qualche consigliere ha obiettato: “perché non l’hanno chiesto prima?”
Misteri che ne confermano altri: le vaccinazioni sollecite per tutti i docenti, i dipendenti delle Università milanesi, dalla Statale alla Bocconi (domani il Politecnico), quando da tempo gli allievi non le frequentano, e le lunghe file degli insegnanti delle scuole “minori”.pensa di incrociare le informazioni
Ma niente paura! Alle 13:00 la Moratti annuncia la lieta novella (testuale): “Dal 6 aprile i cittadini lombardi più vulnerabili verranno contattati telefonicamente per fissare gli appuntamenti, che partiranno dal 15 aprile.”

Non solo “Regione Lombardia – spiegano la vicepresidente della Regione Lombardia e assessore al Welfare, Letizia Moratti e l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità, Alessandra Locatelli - è fermamente convinta che prima di tutto sia necessario garantire la precedenza nelle vaccinazioni alle persone più fragili. Intendiamo mettere in sicurezza i cittadini più a rischio prima di procedere alla vaccinazione massiva. Le persone verranno contattate telefonicamente direttamente dal personale incaricato e, in caso di mancata risposta, si provvederà all'invio di un SMS. Per i casi di persone non presenti negli elenchi a disposizione delle Ats o dell'Inps, ma in condizioni analoghe a quelle previste dalle indicazioni ministeriali, ci si potrà rivolgere al medico di medicina generale".

"Abbiamo deciso – continuano Moratti e Locatelli - di dare delle indicazioni specifiche alle Ats per la gestione di questa nuova fase. Su ogni territorio è prevista l'individuazione di un referente vaccinale per le persone più vulnerabili, ovvero un “Vax manager”, e di almeno una struttura con spazi adeguati per i casi più complessi. Inoltre, saranno garantiti percorsi su misura, dando la possibilità, in fase di prenotazione, di indicare due care-giver da vaccinare per le persone con gravissima non autosufficienza. Per i minori si potranno vaccinare i loro genitori e le persone che stabilmente li assistono".

"In alcuni territori - precisano Moratti e Locatelli - sono già attivi percorsi sperimentali, sia per quanto riguarda le vaccinazioni presso i punti vaccinali, sia per le vaccinazioni domiciliari. L'auspicio è che le dosi di vaccini possano essere consegnate al più presto per accelerare la campagna, in quanto la Lombardia sta per esaurire le scorte. I rifornimenti di vaccini Pfizer, come annunciato dal Governo, dovrebbero arrivare nei prossimi giorni". "Un ringraziamento particolare - concludono - va a tutte le associazioni che collaborano ai Tavoli istituzionali, che operano direttamente sui territori sostenendo le famiglie e che offrono, attraverso i volontari, l'accompagnamento presso i Centri vaccinali a chi si trova in difficoltà. Grazie anche a tutte le Agenzie di Tutela della Salute, le Aziende Socio Sanitarie Territoriali e al personale che, senza sosta, sta lavorando per garantire a tutti il migliore servizio possibile". (LNews).

In concreto, se tutto va bene, poco dopo Pasqua tutti gli ultraottantenni avranno la prima dose, la seconda: forse. Anche perché da Roma arriveranno solo 200.000 dosi Pfizer, ma il Comitato scientifico ha autorizzato ad usare Astrazeneca anche per tutti gli ultrasessantacinquenni purché siano “non fragili” e senza malattie croniche.
Sembra poi, che entro quella data (11 aprile) tutti i 110.000 ospiti e operatori delle RSA (Case di riposo) saranno vaccinati completamente. Anche se ciò non comporterà l’immediato libero accesso dei parenti. A discrezione dei gestori i divieti di visita potranno essere meno stringenti.
Il bilancio, ad oggi, è che sono stati vaccinati con la prima dose almeno il 50% degli ultraottantenni che si erano prenotati (cioè la metà di circa 600.000 prenotati) mentre sono 800.000 abitanti che rientrano in quella fascia di età.
E i restanti? Quelli che non si sono prenotati? Potranno essere vaccinati? Magari sono persone sole, senza familiari o isolati socialmente, poveri quasi sicuramente, magari esitanti o indifferenti. Magari non possono uscire di casa e non sono deambulanti e in questo caso chi provvederà?
In teoria il Medico di Base che dovrebbe andare a domicilio e procedere alla profilassi vaccinale.
Gli ultimi saranno i primi? Finora si è verificato il contrario qui e nel mondo.


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