Andremo al MEET

Dalle ceneri di Spazio Oberdan nasce MEET, il primo centro italiano dedicato alla cultura digitale. ()

DSC01704Tra le vittime, si spera solo momentanee, della pandemia in corso si annovera anche MEET, il nuovo centro dedicato alla cultura digitale, la cui apertura è durata solo pochi giorni per via delle misure di contenimento del COVID-19.
Quello che un tempo era Spazio Oberdan, progettato e ideato per conto della Provincia di Milano dagli architetti Gae Aulenti e Carlo Lamperti, si appresta a diventare il primo centro italiano dedicato alla cultura digitale, dopo l’acquisto dello stabile da parte di Fondazione Cariplo, a cui si deve anche il sostegno all’intero progetto.

Afferma Maria Grazia Mattei, umanista e critica d’arte, che di MEET è l’ideatrice e la presidente: “ MEET nasce per ridurre il divario digitale nel nostro Paese, nella convinzione che l’innovazione sia un fatto culturale, prima ancora che tecnologico, e che la diffusione della cultura digitale favorisca non solo la crescita economica, ma anche quella delle opportunità e del benessere per tutti i cittadini”.
Parole sacrosante che contengono e promettono un impegno forte per far conoscere e diffondere una cultura che, proiettata verso il futuro, possiede già un presente ben delineato.

Lo spazio è destinato a ospitare meeting, performance, gruppi di studio e di lavoro, mostre, e continuerà a garantire le proiezioni di cinema di qualità proposte e coordinate dalla Fondazione Cineteca italiana che proprio qui, dall’1 all’8 novembre avrebbe dovuto programmare il festival “Piccolo Grande Cinema” che, giocoforza, è stato riconvertito in versione online.
MEET si sviluppa in 1500 metri quadri complessivi, divisi su tre piani, riprogettati dall‘architetto Carlo Ratti che ha ridisegnato, ma non stravolto, lo spazio pensato da Gae Aulenti, realizzando così quello che è stato definito un 'new media space'. Certo l’ambizione, quasi vent’anni dopo l’inaugurazione di Spazio Oberdan (1999), è di proiettare il segno verso il futuro introducendo elementi tecnologici all’avanguardia, votati all’interazione e alla creatività virtuale e non.

Elemento centrale dello spazio è la 'sala immersiva' del primo piano, dove in questi primi giorni di attività prima dell'interruzione era ospitata l’installazione “Renaissance Dreams” dell’artista turco Refik Anadol, elaborazione di forte impatto visivo di migliaia di immagini attinte dal nostro Rinascimento, con suggestiva proiezione su tre pareti a 270° e conseguente dichiarazione d’intenti: ”Celebriamo il potere dell’immaginazione e lo facciamo lavorando con l’intelligenza artificiale”.

Al piano terra è stata totalmente rivisitata quella che era e resta la sala cinematografica, un 'theater' da 200 posti, dove le austere poltroncine progettate da Gae Aulenti sono state sostituite da comode poltrone imbottite di colore arancio, che è il tono cromatico prescelto per caratterizzare l’intero spazio.
È scomparsa anche l’elegante boiserie, a suo tempo difesa ad oltranza da Aulenti, che a onor del vero procurava qualche problema di riflesso durante le proiezioni.
Ora la sala, adeguatamente attrezzata, può permettere tre superfici di proiezioni e garantire, oltre alla normale visione di capolavori del cinema, performance diversificate in sintonia con il progetto culturale di fondo.
Nell’atrio della sala sarà anche allestito un bistrot, ideato e gestito da Mare culturale urbano con il concept “Food Balls” del food designer Martì Guixè e il design di Italo Rota, che già da ora suscita grande curiosità.

Ai piani superiori si collocano uffici e spazi per attività varie, sempre connesse alla mission del Center. Va da sé che nelle didascalie interne e nell’esposizione dei concetti, o concept che dir si voglia, prevale la lingua inglese.

Lunga vita dunque all’impresa innovativa di MEET, molto più lunga, ci si augura, del progetto di Spazio Oberdan, che nel giro di un niente pari a vent’anni è stato già consegnato al sentimento del ricordo.
Tu chiamalo se vuoi futuro.


PS: l’indirizzo del Centro è viale Vittorio Veneto 2. In attesa della riapertura, merita una visita il suo sito (www.meetcenter.it), ricco di proposte operative e suggestioni.


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