Stelle, lockdown e altro

Sono come sospese tra il buio e la luce le riflessioni delle studentesse e degli studenti sulle condizioni imposte dall’emergenza sanitaria che aprono la collaborazione del Liceo Artistico di Brera con z3xmi. ()

Ventura Gabriela 3^A
"Anche se le giornate sono buie" ci ricorda Alena Safonova, terza classe del corso di Architettura al Brera, "dobbiamo ricordarci che solo nel buio si vedono le stelle".
Sono riflessioni sospese tra il buio e la luce, appunto, le considerazioni delle studentesse e degli studenti sulle condizioni imposte dall’emergenza sanitaria che aprono la collaborazione del Liceo Artistico di Brera con «z3».
Assennate e composte, documentano un segmento esistenziale e sociale tra i più allarmanti e contorti del nostro tempo, probabilmente perché coinvolge ogni attività, ogni ambito e compito: relazionale, sociale, economico, politico, fisico. "Il motivo è semplice: ci mancano tutti i gesti quotidiani da adolescenti" scrivevano gli studenti della classe 2E del liceo linguistico di Mondovì a «La Stampa» di sabato 12 dicembre.

La fisicità adolescenziale è più che mai scommessa, ricerca, scoperta identitaria di sé e dell’altro, esigenza di luoghi comunitari oltre i limiti dell’alveo domestico. La casa e la famiglia, l’interno, sono luogo primario di crescita, prova e preparazione. La scuola, i compagni, la palestra, le professoresse e i professori, le bidelle, gli educatori, gli allenatori, i sacerdoti, l’esterno, rappresentano la prosecuzione e l’evoluzione della prova, la messa in atto, la verifica. E prepararsi a uscire era il rito tra i riti, importante almeno quanto prepararsi a rientrare a casa.

Adesso quei due ambiti convivono. L’apparato digitale, via di uscita e ingresso, di fuga e intrusione, nell’affermare il culmine del suo potere denuda finalmente i propri limiti: riscopriamo probabilmente l’essenziale che lo precede e ne prescinde, ne rivalutiamo il valore. L’incontro, il gruppo, il volto dell’altro, i sensi, lo scambio umano, sono il tesoro da riconquistare e proteggere. Ma è poi così diverso per i così definiti "adulti"?

Avremo forse appreso più chiaramente cosa si intendeva quando si diceva che si rivaluta il valore dei beni essenziali, come il pane, l’acqua, il lavoro, la salute, la scuola, appunto, quando anche solo in parte mancano e da un giorno all’altro potrebbero mancare del tutto. Anche questo sono "le stelle" di Alena.

Gli studenti di Mondovì ricordavano "(...) perché nessuno, politico o no, ci ha chiesto come stiamo vivendo questo periodo di allontanamento dalla vita quotidiana da studente".
Ecco dunque i primi contributi del liceo di Brera per «z3xmi».

Giancarlo Sammito (docente al Liceo Artistico "di Brera")



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Questo 2020 mi ha insegnato ad essere ancora più gentile nei confronti degli altri, mi ha insegnato anche a non giudicare persone o situazioni finché non le conosco bene ed approfonditamente, perché non sai cosa sta passando una persona nel momento in cui la incontri.

Emma Bevilacqua , 3E (indirizzo Multimediale)


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Come per tutti, la quarantena ha stravolto la mia quotidianità, soprattutto all’inizio, quando abituarsi al periodo è stato decisamente difficile. A febbraio, quando tutto è iniziato, non si è presa subito la decisione della didattica a distanza perché si sperava in un ritorno immediato, ma purtroppo non è stato così, tanto che tutt’ora ci ritroviamo nella stessa situazione di marzo, aprile e maggio, nonostante i tentativi di farci tornare, cosa che tutti speravano funzionasse.
La quarantena ha portato alla rinuncia anche delle più piccole cose, non mi è mai pesato il fatto di passare qualche giorno in più in casa, ma questo periodo è stato veramente difficile, tre mesi senza uscire, senza vedere gli amici, abbiamo tutti abbandonato le nostre routine quotidiane per condurle in modo, possiamo dire, quasi monotono. Penso che non riuscirò mai ad abituarmi pienamente ad essa e a tutto ciò che ha portato. Spero che riusciremo ad uscire da questa orribile situazione al più presto.

Tina Avola, 3E (indirizzo Multimediale)


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SILENZIO

Mi affaccio al balcone. Vedo le stelle, mi mettono fiducia.
Guardo in basso e tutta la mia speranza svanisce.
Osservo il silenzio delle strade senza persone,
i palazzi rumorosi che mi hanno circondata sin da piccola
ora dormono.
I giovani che ho visto ubriacarsi per queste vie
non ci sono.
Il tempo ormai ha un valore diverso. È relativo.
Posso permettermi tutto il tempo che voglio.
È una pace tranquilla, ma mette i brividi.
In questo silenzio respiro,
mi sento fortunata in fondo.

Eleonora Zanini, 3A (indirizzo Architettura e Ambiente)


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Questo periodo non è stato facile, per molte ragioni. Non potevamo fare quello che eravamo abituati a fare, come passeggiare, andare a scuola, al lavoro, viaggiare... Però questo non significa che non c’erano dei bei momenti. Nel periodo della quarantena abbiamo trascorso più tempo con la famiglia e i parenti. Forse siamo riusciti a fare quello che non avevamo il tempo di fare: leggere libri, guardare un film, serie tv, disegnare o anche non fare niente. Anche se tutto questo periodo sembrava una giornata di pioggia che non finisce, prima o poi sorgerà il sole, e riprenderemo allora la nostra vita quotidiana. Anche se le giornate sono buie, dobbiamo ricordarci che solo nel buio si vedono le stelle!

Alena Safonova, 3A (indirizzo Architettura e Ambiente)


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L'immagine di apertura è di Gabriela Ventura 3A (indirizzo Architettura e Ambiente)


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Re: Stelle, lockdown e altro
06/01/2021 Linus
"...In questo silenzio respiro, mi sento fortunata in fondo". Mi è piaciuto molto il raccordo tra i pensieri dei ragazzi e le brevi considerazioni che vengono sviluppate in merito al "lavoro di transito" che ognuno di noi compie, in particolar modo i ragazzi, tra l'"interno" istituito e l'esterno in grado di offrire una pluralità di altereficazioni. "...posso permettermi tutto il il tempo che voglio. È una pace tranquilla, ma mette i brividi". Senza esterno, senza transito tra il mondo interno ed esterno, si ha l'impressione di essere in pace, ma senza il lavoro del divenire qualcos'altro, un Altro eventuale, si teme l'orrore dell'identico al Sé stessi permanente. Ci si accontenta di continuare a "respirare", atto neurovegetativo, l'unico che riconduce a quel lavoro che simbolizza "l'esigenza vitale" di portare fuori ciò che è dentro e dentro ciò che è fuori.


Re: Stelle, lockdown e altro
27/12/2020 Xavier
Bello leggere voci autentiche e fresche. Spero di leggervi ancora su Z3!!!


 
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